Una domanda che spesso mi sono fatto è “cosa mi manca per essere felice?”. Durante il corso Vocazionale e stando davanti alla croce, il Signore con docilità mi ha aiutato a riconoscere che se Gesù Cristo è già morto per me allora non mi manca nulla.
Recuperare la centralità della relazione con Dio è un dono grande che mi è stato fatto durante queste giornate e il segno che mi ha aiutato a riconoscere questo dono è stata la pace che il Signore ha posto nel mio cuore in questi giorni a partire dall’ascolto delle parole che ci sono state consegnate.
Sono arrivato al corso con la consapevolezza che nella mia vita avevo perso l’ordine delle cose, ma soprattutto avevo perso di vista l’Essenziale perché troppo preso dalla frenesia della vita quotidiana, dal fare, dal pensare, dal rispettare le scadenze.
Una certezza liberante che mi è stata consegnata è che il Padre non mi chiede di portargli dei risultati, di raggiungere obiettivi o di guadagnarmi il suo Amore. Mi chiede di stare a tu per tu con Lui. Vuole fissare lo sguardo su di me e mi chiede di lasciarmi amare. Vivere alla luce di questo mi sta permettendo di accogliere e godere del tempo donato senza essere proiettato nel futuro o ripiegato sul passato.
Fermarsi. Lasciarsi guardare. Lasciarsi amare.
Questa è una logica che richiede solo una cosa: rendersi disponibili.
Durante il tempo che mi è stato donato al corso, ho sperimentato che se consegno al Signore le parti di me stesso che non riesco ad accettare, allora Lui col Suo sguardo mi raggiunge. Se gli permetto di guardarmi e mollo le durezze del mio cuore, allora il Signore con il Suo Amore mi guarisce.
Le sento rivolte anche a me quelle parole che Gesù dice a Pietro: “Se non ti laverò, non avrai parte con me”. Nel momento in cui ho permesso al Signore di toccare le mie fragilità, allora ho potuto gustare dell’avere parte con Lui e del sentirmi amato. Spesso cerco di porre dei limiti all’Amore, ma Gesù vuole amarmi totalmente, fino in fondo e quando glielo permetto come ho sperimentato in questo tempo, allora la vita ha un gusto diverso che è quello della pienezza e della certezza che davvero non mi manca nulla.
Riconoscere e consegnare le piccolezze e le fragilità che mi abitano non è stato facile. Riconoscermi bisognoso mi ha fatto sentire piccolo e in questa piccolezza sperimentata, ricevere questo Amore mi ha fatto dire: grazie Signore per queste fragilità che mi fanno sentire amato!
In questo tempo credo di avere ricevuto uno sguardo nuovo su me stesso e soprattutto su Dio. Ora so che Lui desidera semplicemente stare con me e prendere parte alle mie debolezze se glielo permetto. Il resto è tutto dono.

Giosuè