Siamo Pietro, architetto, e Flavia, ingegnere, viviamo a Torino e stiamo insieme da 4 anni.
Alla fine del primo lockdown abbiamo sentito l’esigenza di vivere un’esperienza di fede insieme, per cui Flavia ha iniziato a cercare e si é ricordata che aveva sentito parlare del corso fidanzati ad Assisi.
Un po’ per mancanza di convinzione da parte di Pietro che era scettico ma curioso, un po’ per le condizioni avverse legate ai continui rinvii degli incontri in presenza causa COVID, alla fine dopo quasi un anno siamo riusciti ad andare.
Nel frattempo però era maturato in noi il desiderio di sposarci, per cui avevamo il timore che il corso non fosse più adatto alle nostra condizione attuale.
Ci sbagliavamo.
Per me Pietro l’impatto é stato, per così dire, “frizzante”. Infatti non mi aspettavo l’approccio dei frati così diretto e le loro catechesi così piene di verità, né tantomeno immaginavo di trovare tanto coinvolgimento.
Per me Flavia, invece, é stato come rientrare dopo tanto tempo in uno spazio dove poter respirare aria pulita.
Le giornate sono state intense e travolgenti, abbiamo sperimentato la bellezza della condivisione libera con gli altri, autentica e senza filtri. Per rendere l’idea con una similitudine che ci ha colpiti, eravamo come i raggi di una ruota che man mano che convergevano verso il centro, che é Cristo, si avvicinavano tra loro.
Uno dei tanti stimoli che ci siamo portati con noi é la volontà per Pietro, e la forza per Flavia, di “pretendere” sempre il meglio dalla nostra relazione e più in generale dalla nostra vita. Solo in questo modo possiamo lasciare spazio a Dio di potare i rami secchi e farci fiorire in pienezza.
Ora con molta determinazione ci sentiamo chiamati a testimoniare quello che abbiamo ricevuto. “Avete una luce diversa” ci è stato detto al corso e auguriamo a tutti di farne esperienza e di poterla sperimentare nella propria vita.

Buon cammino da Pietro e Flavia

Davanti ai giovani giunti ad Assisi per l’ultimo dell’anno
Ad un mese dal transito di Chiara da questo mondo alla Casa del Padre proponiamo, a beneficio di tutti, una breve testimonianza di Fr. Emanuele – amico di Chiara ed Enrico – e la registrazione audio della testimonianza che i due hanno offerto e condiviso, su invito dei Frati di Assisi, a Santa Maria degli Angeli durante i festeggiamenti dell’ultimo dell’anno nel 2009.

Chiara Corbella ed Enrico Petrillo sono due giovani cresciuti all’interno dei movimenti del Rinnovamento Carismatico cattolico. Si sono sposati nel settembre 2008 dopo essersi conosciuti a Medjugorje durante un pellegrinaggio nel luglio 2002. Sono una coppia di fidanzati semplicissima, con le fatiche e le difficoltà di tanti.

Insieme cercano un cammino che li porti ad approfondire la loro fede e a cercare di fare chiarezza sulla propria vocazione; per questo nel 2005, spinti da alcuni amici che suscitano in loro curiosità ed interesse, approdano ad Assisi dove frequentano il Corso Vocazionale e il Corso Fidanzati.

L’incontro con S. Francesco li spinge ad approfondire la loro relazione con Dio e per questo iniziano un cammino di direzione spirituale, imparando ad accogliere la propria umanità e le proprie fatiche davanti a Dio. Maturano così la decisione di sposarsi durante la Marcia Francescana del 2007 celebrando il matrimonio ad Assisi il 21 settembre 2008.

Chiara afferma che nel giorno del suo matrimonio ha desiderato consegnare tutta la sua vita a Cristo mediante Enrico, e nel matrimonio – nei tre anni e nove mesi vissuti da sposa – con suo marito inizia un cammino di profonda sequela di Cristo applicando, dice Chiara, la spiritualità delle tre P: Piccoli-Passi-Possibili, cioè non cercare grandi cose, né guardare troppo al passato ma fidandosi di Dio nell’attimo presente. Si troveranno a fare scelte grandi per la loro vita e per la vita dei loro tre figli: i primi due, Maria Grazia Letizia e Davide Giovanni, vissuti circa una mezz’oretta, e in ultimo Francesco, nato nel maggio del 2011.

La scoperta di un carcinoma molto aggressivo alla lingua, all’inizio di quest’ultima gravidanza, dà loro modo di affidarsi sempre più pienamente all’amore di Dio. Da qui la decisione di Chiara ed Enrico di affrontare dolorose chemio e radioterapie, ma solo dopo la nascita di Francesco.

Purtroppo gli ultimi controlli nel marzo del 2012 rivelano metastasi diffuse. È il mercoledì santo e Chiara scopre di essere una malata terminale.

Affronta gli ultimi mesi di vita in una comunione grande con la Chiesa e in unione profonda con Cristo, soprattutto adorato nell’eucarestia, alla cui celebrazione partecipa con grande desiderio. Prova da sempre un amore grande per la Vergine Maria, a cui affiderà tutto.

Un piccolo cartellino di fronte al suo letto che dice “collocazione provvisoria”, nota espressione con cui Don Tonino Bello, vescovo di Molfetta, si riferiva alla croce e alla morte, l’accompagnerà ogni giorno.

Vedendo l’aggravarsi delle condizioni di Chiara, suo marito Enrico manda un sms ai suoi amici sacerdoti più cari: “Siamo con le lampade accese. Aspettiamo lo sposo”. Alle 12.00 Chiara muore. Nelle ultime ore prima di morire Chiara ringrazia e saluta dicendo: “Vi voglio bene a tutti” e si addormenta in Dio.

I Frati Minori di Assisi ringraziano Chiara ed Enrico per la vivente testimonianza resa a Dio che è Amore, e lodano il Signore che ci ama tanto da rispettare i piccoli-passi-possibili e che difende la nostra vita offrendo la Sua a noi.