Cari amici, pace a voi.

Nei giorni 17 – 19 settembre si è tenuto il corso Ferite Fiorite, una new entry nelle proposte Sog 2021, fatto in collaborazione tra i frati minori della provincia dell’Umbria e quella della Sardegna. Il corso nasce dal desiderio comune di festeggiare un avvenimento speciale e singolare per noi frati francescani, quello dell’Impressione delle Stimmate del nostro padre s. Francesco. Nell’anno 1224, durante un tempo di travaglio interiore, Francesco si ritira sul monte de La Verna per vivere un tempo di silenzio e di preghiera. In quei giorni riceverà sulla propria carne i sigilli dell’amore di Cristo, segni visibili che mostrano ancora di più la somiglianza di Francesco a Gesù, dell’amante all’amato. Da questo incontro nascerà la splendida preghiera delle Lodi di Dio Altissimo, in cui il santo di Assisi riconoscerà ancora di più la meraviglia di avere al suo fianco un Dio buono, fedele, misericordioso. Tu sei santo, Signore Iddio unico, che fai cose stupende. Tu sei forte. Tu sei grande. Tu sei l’Altissimo.

Lungo il cammino della vita, bello e impegnativo, ogni uomo e donna si ritrovano a fare i conti con le proprie ferite e anche con quelle altrui. Un fallimento, una malattia fisica o spirituale, la morte mettono dentro lo scorrere delle giornate delle persone le grandi domande di senso, e in particolar modo quelle su Dio. Se Dio è un Padre buono, perché mi è accaduto tutto questo?

I tre giorni di corso hanno voluto mettere a tema questa grande domanda, ponendo al centro la Parola di Dio e la vita di Francesco. Abbiamo visto come ogni ferita, anche la più dolorosa, può diventare una strada, un varco per celebrare la Pasqua. Individuandola e dandogli un nome, ogni ferita può venire spogliata della sua potenza distruttrice e divenire una feritoia di luce. Tutto questo è possibile soltanto ad una condizione: riconoscere nel Corpo di Gesù ferito per me il grande amore del Padre, il Buon Samaritano che non vuole che nessun figlio vada perduto.

L’itinerario del corso ha avuto poi come centro un luogo, la Porziuncola. Varcando la porta di questa piccola chiesa di campagna, è possibile contemplare la misericordia e il perdono di Dio in un’opera d’arte, la pala di altare di prete Ilario da Viterbo. In questo grande dipinto, che racconta come nasce la festa del Perdono di Assisi, il santo di Assisi ci invita ad entrare con fiducia nell’abbraccio misericordioso del Padre, dal quale può tornare a fiorire ogni ferita. Dal perdono ricevuto nella propria vita, Francesco assaggia la vita eterna e invita tutte le persone che entrano in Porziuncola a fare altrettanto: Voglio mandarvi tutti in paradiso!

Altri due appuntamenti hanno poi impreziosito questo nuovo corso. Lo spettacolo teatrale di Giovanni Scifoni dal nome Mani bucate, dove l’artista romano ha raccontato la vita di s. Francesco rimarcando come ogni persona, fidandosi di Dio, può diventare trasparenza del suo Figlio Gesù nel mondo. Infine abbiamo potuto vedere come questa trasparenza può divenire veramente carne, attraverso un momento di testimonianza di p. Salvatore Morittu frate francescano, fondatore di Mondo X, una realtà in Sardegna che si occupa di persone che sono cadute nel mondo delle dipendenze. Questo momento è stato arricchito anche dalla testimonianza di un ragazzo ospite di questa realtà, che ha raccontato come il Buon Samaritano si è fatto prossimo a lui, toccandolo e rialzandolo più volte da una situazione di dipendenza, dentro alla quale sembrava non esserci una via di uscita.

Ringraziamo Dio per questi giorni di grazia, fiduciosi che le misericordie del Signore non sono finite.